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NOI SIAMO BERGAMO – 2020 PER NON DIMENTICARE

NOI SIAMO BERGAMO – 2020 PER NON DIMENTICARE

“Noi Siamo Bergamo – 2020 per non dimenticare”, è questo il messaggio lanciato da Bergamo Basket 2014 per commemorare le persone che ci hanno lasciato in questo difficile periodo.
Un messaggio forte, di ricordo e speranza, che vuole abbracciare un’intera città, la più colpita in Italia dalla pandemia legata al Covid-19, ed allo stesso tempo un energico grido d’incoraggiamento per la nostra squadra.
Massimo Lentsch, Presidente di Bergamo Basket 2014: “Tutto il gruppo di Soci e Dirigenti BB14, nel periodo del lockdown, ha lavorato a ritmi serrati sulla riorganizzazione della prima squadra e del settore giovanile. Durante i lavori in corso due sono stati i pensieri dominanti. Il primo: una grande volontà di garantire continuità al progetto per offrire ancora momenti di svago e divertimento ai nostri tifosi ed a tutti gli appassionati di basket in un momento così incerto e difficile. Il secondo: voler dedicare un pensiero importante a tutte le vittime di questa incredibile tragedia ed ai loro cari. Questa che vedete è una maglia che in casa ed in ogni gara in trasferta griderà a tutti che noi siamo Bergamo, e non dimenticheremo mai…”
“Anche in questa occasione Bergamo Basket 2014 si conferma vicina alla nostra città e al nostro territorio. - dichiara l'Assessore allo Sport del Comune di Bergamo Loredana Poli - Sono molto grata di questa iniziativa e di questa maglia che attraverserà tutto il nostro Paese per dire Bergamo c'è, Bergamo non dimentica e riparte con convinzione, proprio come vuole il migliore spirito sportivo. In questo momento in cui si annuncia un nuovo slittamento della ripresa degli sport di contatto, questa testimonianza dal mondo del basket, che fa parte di questa categoria, assume un significato ancora più importante. L'Amministrazione si impegna a "mettere in campo" ogni soluzione possibile per sostenere lo sport di base ma anche quello agonistico così ben rappresentato dalla prima squadra della BB14. In bocca al lupo, quindi, per la nuova stagione!”
“Tutti i componenti della squadra hanno vissuto con grande intensità e partecipazione alla tragedia subita dalla Città di Bergamo. Dopo l'interruzione del campionato nessuno ha abbandonato Bergamo, prima nella speranza di riprendere le attività e poi nella consapevolezza di saper condividere la sofferenza di una Città e di un popolo meravigliosi. Il desiderio di tutti, aggiunge il GM Gianluca Petronio, è quello di riprendere un percorso forzosamente interrotto, quindi colgo l’occasione per dire che la Società ha saputo apprezzare questo senso di appartenenza e ha progettato di ripartire con il medesimo staff tecnico, e valuta seriamente la possibilità di confermare alcuni atleti protagonisti della scorsa stagione. Il progetto di continuità parte – non solo simbolicamente – da Ruben Zugno che penso di poter
considerare prossimo al suo terzo anno di permanenza a Bergamo. Non ho difficoltà a dire che tutti i giocatori dello scorso anno ambirebbero a rivestire i colori gialloneri, e dai primi sondaggi di mercato vedo che non esiste da parte di nessuno la preclusione a giocare e vivere in una Città così prestigiosa ed importante".
Il logo, una palla da basket all’interno di un cuore – ideato e creato dall’agenzia di comunicazione Publifarm – accompagnerà la società giallonera per tutta la stagione 2020-2021: comparirà infatti sulle sopramaglie da riscaldamento dei giocatori, nel cerchio di centrocampo del PalaAgnelli e trasversalmente in tutti i canali di comunicazione di Bergamo Basket 2014.
“Quando BB14 ci ha proposto di disegnare le sopramaglie del campionato 2020-2021 – racconta Nicola Pavesi, CEO di Publifarm – abbiamo subito colto nel progetto un’opportunità per dimostrare la nostra vicinanza al territorio. Come sponsor della squadra, siamo orgogliosi di contribuire alla diffusione di un messaggio così importante per la città in questo momento: noi siamo Bergamo e quanto è successo non deve essere dimenticato, ma deve ispirarci a essere persone migliori, tanto sul campo da gioco quanto nella vita di tutti i giorni.”
La maglia commemorativa è stata realizzata dalla ditta BMM di Treviolo, che si occupa di decorazioni, grafica e ricami, a cui va il ringraziamento di Bergamo Basket 2014 per la disponibilità e la velocità nel supportare questa iniziativa.
CONTATTI:
VITTORIO MILESI - UFFICIOSTAMPA@BB14.IT
canecaccia.com

27/06/2020 07:51

BERGAMO, PAROLA A COACH GABRIELE GRAZZINI

BERGAMO, PAROLA A COACH GABRIELE GRAZZINI

La fase più dura del lockdown è alle spalle, anche se gli strascichi e le cicatrici sono ancora ben visibili. Bergamo si sta rialzando, e con lei la sua gente; anche lo sport sta cercando di ripartire, mettendo i primi paletti per il prossimo campionato. Abbiamo fatto due chiacchiere con coach Gabriele Grazzini, che è tutt'ora a Bergamo e sta lavorando "alla scrivania" per farsi trovare pronto quando suonerà la campanella del primo giorno di scuola della prossima stagione sportiva.
Coach, un pensiero su questo periodo.
“Da metà di febbraio in poi è stato un susseguirsi di eventi imprevedibili, ed abbiamo continuamente dovuto aggiustare la rotta per stare dietro alle indicazioni delle autorità. A Bergamo eravamo nel mezzo di un piccolo vortice che pian piano stava prendendo velocità: le zone rosse, gli allenamenti senza docce, le palestre che pian piano stavano chiudendo... All’inizio chiunque di noi diceva “è solo un’influenza” e voleva continuare a giocare ed allenarsi, poi ben presto ci siamo resi conto della gravità. Fino alla mattina del 9 marzo, nostro ultimo appuntamento insieme. Eravamo una squadra in grande crescita nel girone di ritorno, avevamo tutti la netta sensazione che ci saremmo salvati sul campo. Ho ancora i brividi se ripenso a quei giorni ed a quello che è successo dopo. Sono stati due mesi di lockdown dei quali faccio fatica a parlare, sono ancora scosso. Adesso mi capita di trovare le piste ciclabili piene di famiglie, e di trovare gente a passeggio sulle mura di Bergamo Alta anche "ai miei orari improbabili”, tipo le 2 di notte. Lo dico sottovoce: simbolo di vita e di rinascita. È bellissimo.”
Come si è trasformato il tuo lavoro prima, durante e dopo la quarantena? Come pensi sarà la ripresa?
“Prima le mie mansioni erano divise fra scrivania e campo: preparare allenamenti e partite, aiutare i giocatori a migliorarsi, aiutare il gruppo a crescere, supportare gli stranieri con la lingua e la cultura. Finito il campionato mi sono tuffato nell'esaminare cosa ha funzionato e cosa non ha funzionato di questa quasi-stagione, cercare di conoscere giocatori e squadre che non avevo visionato in inverno, aggiornarmi e migliorare come allenatore. Manca il confronto quotidiano con lo staff e i giocatori, respirare la stessa aria. Come sarà la ripresa è difficile ipotizzarlo ma lo stiamo studiando, le vibrazioni che ti dà l’agonismo ed il contatto con la squadra sono irreplicabili. Viviamo in un paese, l’Italia, che ha nei propri punti deboli la bassa qualità degli impianti sportivi, anche ad alto livello. Già prima, la struttura dei parcheggi, gli accessi alla tribuna, la qualità dei posti a sedere, il clima, erano spesso motivi di poca comodità… Figuriamoci cosa può succedere adesso, e a cascata nelle serie minori e nei vari campionati
giovanili. Dovremo essere bravi tutti, sportivi e burocrati, a fare uno sforzo per rendere davvero sostenibile e accattivante un bene di tutti.”
Quali dinamiche cambieranno per chi, come te, organizza un camp estivo all'estero?
“Nell’immediato noi di Fullcourt abbiamo preso la strada più drastica, meno remunerativa per noi, ma più sicura per i ragazzi: abbiamo messo i nostri camp del 2020 in stand-by e siamo attivi solo sul fronte delle borse di studio per cestisti/e e pallavolisti/e negli Stati Uniti. Stiamo però studiando le varie misure di sicurezza e contiamo di tornare in campo con i ragazzi al più presto, ce lo chiedono le famiglie che da tanti anni si fidano di noi. Una piccola anticipazione: sto studiando per concretizzare un evento con il binomio BB14-Fullcourt, saremo pronti quando ci saranno le condizioni per realizzarlo al meglio. È già successo in altre piazze in cui ho allenato (fra cui Forlì, a cui partecipò anche Josh Jackson, all’epoca fromboliere della Pall. Forlì 2015) e mi spiace non ci siano stati ancora i presupposti per farlo qui. Ma sono fiducioso, sarei felice di dare questo piccolo contributo al basket della città in cui mi trovo.”
Il bilancio personale dopo un anno vissuto sotto le Mura.
“Come diceva Steve Jobs, “Connect the dots”: fin da bambino ho sempre avuto un debole per la Lombardia, che negli anni ho scelto nelle varie ricerche scolastiche. In seguito, nelle mie prime esperienze da responsabile di settore giovanile, ponevo grande attenzione alle parole del compianto Mino Favini riguardo il suo modello-Atalanta. Con il tempo ho coltivato diverse amicizie in questa terra, e ho lavorato a Mantova e Montichiari. Finalmente a luglio 2019 ho avuto la possibilità di firmare un biennale a Bergamo, ma non sono quasi mai uscito dal tragitto casa-ufficio-campo: ho convissuto con il senso di colpa di dover sempre dare qualcosa in più a Coach e Squadra per cambiare il corso degli eventi. Confesso che durante il lockdown mi sono lasciato andare in camminate solitarie a notte fonda per le strade di Bergamo Alta. In seguito, sono “uscito allo scoperto” e ho trovato tempo da dedicare a passeggiate e giri in bicicletta, anche in compagnia, per borghi e sentieri: non ne ho mai abbastanza. Sono toscano e caratterialmente possiamo sembrare due mondi lontani, ma se è vero che nei momenti duri scopri la natura delle persone, adesso ho capito che i bergamaschi non si piangono addosso, sono grintosi, e non mollano mai, mai, mai… proprio come me! Semplicemente gestiamo gli accenti in maniera diversa!”
CONTATTI:
VITTORIO MILESI - UFFICIOSTAMPA@BB14.IT
canecaccia.com

06/06/2020 13:13

COVID-19, L’ESPERIENZA DEL FISIOTERAPISTA DANIELE MAFFEI

COVID-19, L’ESPERIENZA DEL FISIOTERAPISTA DANIELE MAFFEI

Nonostante l’attività sportiva sia ferma da due mesi e mezzo, ovvero dallo scorso 8 marzo, non si è fermato il lavoro dello staff di Bergamo, impegnato anche al di fuori del contesto della pallacanestro. Un esempio è quello raccontato da Daniele Maffei, fisioterapista dei gialloneri, che ha colto un’importante occasione di volontariato e di crescita personale: Daniele ha prestato servizio per più di un mese presso il Bes Hotel di Mozzo, convertito a struttura di accoglienza per le persone dimesse dagli ospedali, bisognose di trascorrere il periodo di quarantena. Abbiamo raccolto la testimonianza di Daniele: dai dubbi iniziali al lavoro svolto con passione ed entusiasmo tra aprile e maggio.
“Un’esperienza di vita, e un’esperienza di lavoro, iniziata ai primi di marzo con l’aggravarsi della situazione legata al coronavirus. Il 19 marzo ho ricevuto un messaggio in cui ho letto che era partita l’iniziativa “Fisio Task Force Bergamo”, lanciata da un mio ‘collega’ – Paolo Valli – che ringrazio, poiché senza il suo impegno la macchina burocratica non sarebbe nemmeno partita. Dopo aver espletato le pratiche e dopo uno scambio rapido ed approfondito di idee con l’ARIR (Associazione riabilitatori per l’Insufficienza Respiratoria, ndr), che ci ha fornito delle linee guide molto utili per aiutare i pazienti sul campo – ciò che si poteva e ciò che non si poteva fare con loro, a metà aprile abbiamo iniziato con il lavoro vero e proprio.
Ho prestato servizio al Bes Hotel di Mozzo, mentre altri colleghi erano di ruolo al Winter Garden Hotel ed all’Ospedale attrezzato in Fiera a Bergamo. Personalmente ho avuto un po’ di titubanze all’inizio, legate al fatto di vivere ancora con i miei genitori ed i miei due fratelli, legate alla paura di poter portare questo virus in casa. Passato il timore siamo partiti, partiti alla grande: in Hotel c’erano una novantina di pazienti dislocati sui tre piani della struttura. Il nostro lavoro è stato quello di fare in modo che i pazienti potessero riacquisire un’autonomia funzionale, in modo da essere indipendenti una volta tornati a casa, nell’ambito familiare, lavorativo e sportivo. Abbiamo avuto pazienti anche giovani, quarantenni in salute; non si soffermo su nessun episodio in particolare, posso solo garantire che tutte le storie raccontate all’interno della struttura sono state molto forti, particolari, che mi hanno segnato e mi porterò dentro nel corso della vita.
Questo periodo di lavoro è proseguito per un mese circa: abbiamo iniziato con turni di cinque pomeriggi settimanali, per poi ridurli fino ad arrivare – negli ultimi giorni – a turni in cui era presente un solo fisioterapista. Il nostro servizio è terminato intorno alla metà di maggio, e ciò fa intravedere che la situazione emergenziale stia migliorando; il mio augurio è che tutti i bergamaschi, e gli italiani, capiscano quello che abbiamo passato, per evitare di ricommettere certi errori in futuro che possano farci ripiombare in questo incubo. Sappiate che potrete sempre
contare sui fisioterapisti e su tutto il personale medico, che in questi mesi non si è mai tirato indietro, ed a loro va il mio ringraziamento. Oltre a questi colleghi mi permetto di ringraziare le persone che mi sono state vicino, che mi hanno fatto forza specialmente nei primi giorni. Non dimentichiamoci che le i pazienti che hanno dovuto trascorrere la loro ‘quarantena’ in questa – o altre – strutture hanno una famiglia, e di conseguenza il pensiero di tutti è andato anche a loro.
Saluto i tifosi di Bergamo, ci vediamo il prossimo anno sul parquet!”
canecaccia.com

31/05/2020 07:23


 

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